Il disegno di legge numero 2281-b sancisce, di fatto, il prezzo controllato del libro, vietando o limitando fortemente le possibilità di sconto che i venditori possono concedere al cliente.

Ciò colpisce, in modo particolare, gli sconti praticati da negozi online, da fiere provvisorie e altre modalità di vendita “fuori libreria”.

Ora, istintivamente, sarei portato a solidarizzare con i librai: vengo da una famiglia di piccoli commercianti e quando hanno cominciato a spuntare come funghi i grandi centri commerciali la preoccupazione della concorrenza sleale e della battagli sui prezzi condotta su basi impari era forte e faceva temere il collasso.

Ora, il negozio di elettrodomestici della mia famiglia (piccolo, senza dipendenti) sopravvive da 15 anni a 3 chilometri da un centro commerciale e da un immenso Mediaworld.

Non per protezioni di legge, neanche per prezzi più bassi, perché si è cambiato il servizio dando ai clienti ciò che la grande distribuzione non dava (prodotti di nicchia, assistenza personale).

Per questo credo la battaglia “antisconti” sia sbagliata, danneggia i clienti e non aiuta i librai, anzi consente alle grandi catene di approfittare di logiche di cartello.

Inoltre non sembra nemmeno essere ben scritta tant’è che vi è chi ritiene che soggetti come Amazon potranno continuare gli sconti come prima (senza contare che lo potranno fare sempre nella loro veste di importatori: per chi parla le lingue un enorme incentivo all’acquisto di libri in inglese, francese e spagnolo che partono già da costi inferiori).

qualche link per appronfondire:

Incompetenti, per fortuna (noisefromamerica)

Petizione contro la normativa

Senato.it, il testo di legge

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